Dieci cose che forse era meglio non sapere… 23 gennaio 2012
Posted by Bad Grass in Uncategorized.Tags: etimologia, gente, svezia
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…Sugli Svedesi. Oggi ho deciso di parlare un po’ di questo bel popolo che mi accoglie, raccontando alcune curiosità del loro stile di vita che parranno banalità a chiunque di voi vive qui ma che probabilmente non sono molto note agli altri Italiani. Si tratta, tengo a precisare, di comportamenti che appaiono incivili agli occhi di un Italiano ma che sono per lo più soltanto abitudini diverse (tranne qualche evidente eccezione). Penso che tra voi lettori ci sarà tanto chi reagirà ridendo quanto chi con disgusto.
Cominciamo…
1) Tavola: per uno Svedese è del tutto normale non aspettare che gli altri commensali si seggano per poter cominciare a mangiare. A dire il vero, noto che ormai anche in Italia è così. L’unica differenza è che, specie in pizzeria, prima di cedere al proprio istinto e avventarsi sul piatto, si finge di aspettare con dignitoso rispetto finché gli altri commensali concedono l’agognata manleva orale: “Ma figurati, comincia pure, che sennò ti vien freddo!”. Comunque, nessun Svedese si risente di ciò, quindi è evidente che non è considerato maleducazione.
2) Tavola 2: uno Svedese non ha nessun problema a parlare con la bocca piena, né tantomeno a pulirsi i denti con le dita.
3) Tavola 3: nei buffet svedesi, è normale trovare la pasta (in bianco) come contorno, piuttosto che come primo piatto.
4) Tavola 4: nei supermercati svedesi è facile reperire il famigerato “surströmming“: aringhe fatte fermentare per mesi con una tecnica apposita e mangiate crude quando il clima consente di farlo all’aperto (al chiuso, l’odore pare che sia insopportabile).
5) Caffè: gli Svedesi sono consumatori estremi di caffè: anziché l’italico espresso, i Vichinghi prediligono un bicchierone pieno di un tipo di acqua calda fortemente aromatizzata al caffè, tanto che il contenuto assoluto di caffeina è comunque superiore a quello di una normale tazzina. Ho dei colleghi che arrivano a bere tranquillamente sette tazze intere di questo intruglio ogni giorno, senza dare di matto.
6) Ah: quasi tutti gli Svedesi hanno un ossessivo intercalare fatto di gemiti che sembrano a metà fra il piacere e il lamento. Emettono il suono di una lunga “A” chiusa, in certi casi con una frequenza tale da non completare una frase senza averla interrotta prima con uno o due di questi versi. Certi li trovo davvero imbarazzanti e fastidiosi. Soprattutto al telefono, mi è capitato di sentirne alcuni dove, senza esagerare, la parola “A” era pronunciata più frequentemente di tutte le altre messe insieme, perché talvolta si sentono pure dei filotti del tipo: “A… A, a, aa… Precis!” A quanto pare, la funzione semantica di questo gemito è quella di rassicurare il parlante di avere l’attenzione del suo interlocutore.
7) Sospiri: una parte consistente di Svedesi, oltre al fastidioso verso di poc’anzi, ne possiede un secondo ancora più imbarazzante, ossia il sospiro. Di tanto in tanto, mentre uno ascolta durante una conversazione, magari in mezzo ad un paio di gemiti, ci infila anche una specie di improvviso e rapido sospiro, simile ad un singulto. Se io chiedessi ad uno di loro perché lo fa, son sicuro che negherebbe di farlo e anche d’averlo mai sentito fare. In certi casi, questo singulto tende assomigliare ad un risucchio; credo che sia una variante regionale ma devo ancora accertarmene. Ho sentito dire anche che questo proferire di sospiri sia tipico del Nord della Svezia ma a ma sembra che lo facciano un po’ tutti.
8) Piscine, saune, palestre et similia: gli Svedesi non temono l’attacco di funghi e pertanto camminano scalzi nelle docce pubbliche, dove usano anche scatarrare, soffiarsi il naso e probabilmente urinare. Da quel che ho sentito dire, però, prima di entrare in una piscina si viene costretti a farsi una doccia… Per motivi igienici.
9) Lingua: gli Svedesi parlano una lingua molto povera. Non ne hanno una gran colpa; probabilmente ciò è dovuto al fatto che di Svedesi, nella storia del mondo, ce ne son stati relativamente pochi e quindi hanno avuto pochi scrittori, poeti e in generale persone che potessero influenzare ed evolvere il loro linguaggio. Ne vien fuori che gli Svedesi usano la stessa parola per indicare tante cose che in italiano o altre lingue evolute si direbbero con 4, 5 termini differenti. Altresì, esistono enormi quantità di parole composte, talvolta persino inventate sul momento per sopperire alla mancanza di un termine vero e proprio. Non è infrequente che lo stesso oggetto abbia nomi composti diversi (qualche vecchio lettore si ricorderà dell’accendigas). Per esempio, per uno Svedese non vi è nessuna differenza tra “guscio”, “scorza”, “buccia”, “crosta”, “cotenna”: per loro, bene o male, si tratterà sempre di “skal” e se vorranno indicare che tipo di animale è il gambero, diranno che è uno “skaldjur” = “animale-buccia”; il limone, d’altro canto, è anch’esso munito di “skal” e lo stesso è per la mela e gli altri frutti. Come se non bastasse, lo svedese presenta un numero elevatissimo di termini importati dal francese. Va detto, giustamente, che esistono anche alcuni casi in cui è l’italiano a mancare di una vera traduzione per una parola svedese.
10) Sputi: moltissimi Svedesi, soprattutto fra le generazioni più recenti, sputano di continuo. Alla scuola dove andavo (forse l’ho anche già raccontato), l’ingresso non aveva una piastrella che non contenesse il residuo di almeno uno sputo. Ci sono persone che, nei cinque minuti di attesa per un autobus, sono capaci di disegnare per terra un’intera costellazione di sputi a disposti a raggiera. Non ho mai capito le ragioni di questo comportamento. Non è di certo una necessità impellente come sembra, perché allora non potrebbero sopravvivere senza sputare anche negli ambienti chiusi come posti di lavoro o supermercati. Tuttavia, c’è gente che all’aperto si priva della propria saliva ogni 5 secondi.
Mi fermo qui ma ce ne sarebbero ancora tante, di cose curiose da raccontare. Il controverso ruolo dei bambini, le abitudini alimentari (su cui, come avrete intuito dai 10 punti precedenti, ci si potrebbe scrivere un libro), la discutibile origine dell’attuale casa regnante. Al tempo stesso, gli Svedesi hanno naturalmente anche molti comportamenti che denotano una civilità che un Italiano, per adesso, se la scorda. Magari un giorno scriverò un post analogo sulle virtù degli Svedesi o addirittura sui vizi che un ipotetico Svedese potrebbe vedere in un Italiano.
MESCHINO: dall’arabo “miskin” = “povero, misero”.
Post interessante.
passa
Venerabile Admin, finalmente un nuovo post! Personalmente di tutte le abitudini sopracitate credo che troverei fastidiosa solo quella degli sputi (ma sono davvero così diffusi?). In merito al punto 4:
http://satwcomic.com/art/nordics-like-fish.jpg
xnk
xnk: meravigliosa!!!!
Gli sputi sono diffusi per via dell’uso dello snus (tabacco che mettono sotto il labbro superiore).
Bisogna anche ricordare la collaborazione di immigrati da Paesi arabi…
Le cose di cui ti lamenti sono frutto del livellamento sociale operato dal Folkhemmet e da usi locali (cibi) che non andrebbero criticati (pesci vari – ricordati che noi avevamo il garum).
Ancora così convinto della “superiorità” degli svedesi?
Buona Svezia
Credo che nessuno abbia parlato di superiorità degli svedesi, semmai della qualità della vita in Svezia.
xnk
La qualità della vita in Svezia è un mito da sfatare – dipende in quale parte del Paese si vive e cosa si vuole dalla vita (e pure dall’età).
Ho qualche riserva sul punto 9. Pensa quanto povera è la lingua italiana che ha un solo verbo (andare) quando uno svedese specifica sempre con che mezzo. Quindi un italiano va a piedi e uno svedese går. Un italiano va in macchina (e non si capisce se guida o è passeggero). Uno svedese kör se guida, sennò åker.
In Italia quello ce un veneto chiama matita, viene chiamato lapis da un toscano.
Ma si é tutto un “fisk” o “skaldjur” . In fondo pensaci… vivendo in un mondo con poche scelte, pochi nomi… funziona tutto meglio
Ma quello che noi vorremmo sapere è: sei felice? : )
Grazie a tutti per i commenti, innanzi tutto!
@Alex 1: citi le cose di cui io mi sono lamentato. Quali sarebbero?
@gattovi: eh, mi citi proprio “köra” che in svedese si usa per un sacco di cose: guidare, eseguire, funzionare e qualcos’altro che ora non mi sovviene. Inoltre non ho parlato dell’enorme quantità di parole composte che ci sono. Una volta ho scatenato le risate dei miei colleghi perché, parlando di un filmato, ho detto “utlösning” invece che “upplösning”.
@gattosolitario: è un concetto pericolosamente simile a quello della neo-lingua di 1984. Lingua povera -> pochi pensieri… Ne parlerò in uno dei prossimi post, penso!
@Alex 2: a chi ti riferisci? Se a me, posso dirti che non posso dire di esser felice in assoluto. Di certo, da quando ho cambiato vita e sono venuto in Svezia, le cose sono migliorate molto… Ma c’è ancora un po’ di strada da fare!
povera Italia
Perché?
Ciao, sono Alex 1 e 2 : )
Le cose delle quali ti sei giustamente lamentato, cioè parlare mentre si mangia (sic!) e non aspettare il prossimo al desco sono a mio avviso, frutto del Folkhemmet, nel senso che gran parte degli svedesi è stato parcheggiato sin da piccolissimo in istituzioni pubbliche (dagis prima, scuola poi) e i genitori li ha visti poco.
Queste istituzioni sono nate per poter permettere alle donne di fare carriera e dare loro le famose “pari opportunità”.
In queste strutture insegnano un’educazione superficiale. Per questo gli svedesi risultano, di primo acchito, più educati dell’italiano medio ma quando vai un minimo in profondità capisci che si tratta solo di un’educazione di superficie. Se da noi esistono persone molto maleducate e molto educate, qua non ci sono differenze, sono tutti allo stesso livello. Infine, io credo che impartire un’educazione “troppo” sia considerato “classista”. A proposito, hai notato che non usano il tovagliolo e non rimettono mai le sedie a posto una volta che si sono alzati da tavola (e se lo fanno la trascinano)?
I piedi scalzi sono un’abitudine comune alle popolazioni germaniche e anglosassoni e pure a belgi e olandesi, anche quella retaggio della freikörperkultur e un’eredità degli anni ’70.
Riguardo agli sputi pensa negli anni ’40 in Italia esistevano le sputacchiere! (argghhh) Qua è colpa dello snus e del fatto che le nuove generazioni non è che siano il massimo come livello culturale e educazione. Le generazioni dei 50enni lamentano questo problema e parlano di decadenza. Infatti, se in passato lo Stato dava regole di vita (una sorta di credo religioso), oggi non più. Così la gente è rimasta senza punti di riferimento e il Folkhemmet è solo di superficie.
Infine penso anche che vivere dove sei ora non sei in una capitale ma in campagna. I ceti sociali esistono pure qui anche se sono invisibili. Comunque, ripeto, dipende dalle generazioni.
Tuttavia la zona è interessante, appena fa bel tempo fatti qualche giro attorno che ne vale la pena (mai visto il giardino dei minatori?)
Il caffè, infine, qua è una vera tradizione sociale, più che da noi. Nell’800 la gente moriva perché ne beveva troppo e lo Stato dovette regolarne il consumo. Infatti la gente lo usava come per avere più energia per lavorare, non avendo abbastanza da mangiare.
Leggiti “Cultural Builders” di Frykman & Löfgren 1983.
Sei mai stato al Nordiska Museet a Stoccolma? È nazionalista ma rende l’idea. Hanno anche una bella biblioteca e, naturalmente, una caffetteria!
Buona giornata : )
Falun è nel Patrimonio dell’Umanità dell’Unesco
http://whc.unesco.org/en/list/1027
Qua si è sposato Linneo
http://www.falun.se/www/falun/kultur.nsf/doc/6C1F136603E0CF5EC1256B2200348F96
Il museo (a parte certe mostre temporanee discutibili) è interessante:
http://www.dalarnasmuseum.se/
Beh, comunque non ci sono dubbi che, nonostante tutto,qua si stia meglio per tante ragioni… : )
Sii felice che hai trovato un lavoro nel tuo campo e prendila come un’esperienza – non è detto che tu debba rimanere in Svezia, il mondo è grande!
Ciao
Io non mi sono lamentato! Ho scritto un post dove metto in evidenza alcune caratteristiche tipiche del comportamento svedese che fanno storcere il naso all’Italiano medio. Con questo non voglio dire che io le disprezzi. L’unica, parziale eccezione è proprio quella riguardante gli sputi: non mi turba se ogni tanto uno lo fa ma mi fa un po’ schifo vedere che davanti all’ingresso delle scuole ce ne siano centinaia.
Non vivo in campagna! Borlänge è una città di quasi 50000 abitanti, che non ha molto a che vedere con la vera campagna svedese, te lo posso assicurare.
Questa del caffè non la sapevo. Approfondirò!
Sí, sono stato al Nordiska due volte.
Grazie per tutti i commenti e per i link!
A me gli sputi in verità fanno parecchio schifo… lasciamo perdere!!! Riguardo al mio concetto personale di campagna e città, beh, avendo vissuto 10 anni a Roma e diverso tempo ad Atene, più soggiorni frequenti a Marsiglia e a Londra… non credere alle cazzate che dico… ; ) (per carità, ho vissuto anche a Milano e a Torino e in posti molto più piccoli – dai quali però me ne sono andata il prima possibile).
La storia del caffè è davvero una delle chiavi per comprendere la Svezia. Mi ricordo che lessi anche questo libro che mi illuminò parecchio:
Frykman, Jonas & Orvar Löfgren 1996. The Study of Swedish customs and habits. In: Jonas Frykman and Orvar Löfgren (eds) [translated by Alan Crozier and David Weston] Force of habit : exploring everyday culture. Lund : Lund University Press.
Ti segnalo anche questo giardino, creato dai minatori in epoca barocca e ricostruito alla fine degli anni ’90:
http://www.stabergsbarocktradgard.com/english/e_index.htm
Ciao!
se alcune cose fanno sorridere, come i versi orgasmici che fanno mentre parlano, alcune abitudini sono abbastanza orripilanti..entrare nelle docce di una piscina in svezia credo possa shockare qualunque italiano..
Riguardo alla lingua è ovvio che lo svedese sia più povero dell’italiano, che ha parole provenienti da un sacco di dialetti a loro volta influenzati dalle lingue straniere dei dominatori che nei secoli invasero l’italia.
Però un punto a favore x lo svedese è l’avere, a volte, verbi semplici che descrivono azioni che in italiano richiedono una piccola frase, ad esempio: diska=lavare i piatti
Bada=fare il bagno
e così via..