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Buon Natale 2014! 21 dicembre 2014

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Continuo anche quest’anno la tradizione del breve filmino sul Natale stoccolmese. Auguri!

PROBOSCIDE: dal latino “proboscidem”, dal greco “proboskis”, composto da “pro” = “avanti” e “boskis”, da “boskein” = “pascere”.

SCIROPPO: dall’arabo “šarab” = “bevanda”.

No problem, we are professional! 7 agosto 2014

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Uno di questi giorni avevo intenzione di raccontare del mio viaggio (di lavoro) oltre il Circolo Polare Artico ma nel frattempo mi è capitato un filmato che mi ha fatto sorridere (pur trattandosi di un evento in realtà piuttosto grave) e che calza a pennello con questo blog. Fa riflettere su come gli Italiani siano visti all’estero.

Brevemente, un gigantesco incendio è divampato nella contea del Västmanland, a circa 150km da Stoccolma. Si pensa che sia stato causato dalla caldissima estate di quest’anno. La situazione si è fatta talmente grave che la Svezia ha chiesto l’aiuto di altre nazioni. Ecco allora scendere in campo i Vigili del Fuoco italiani, con due aerei Canadair; in più, altri aerei dalla Francia ed uno offerto dalla Russia, che però è stato rifiutato.

Gli aerei italiani sono arrivati innanzi tutto con un forte ritardo, dovuto apparentemente a cattive condizioni meteorologiche in Polonia.

Diversi colleghi svedesi, tra ieri e oggi, mi hanno parlato di questa intervista, che li ha fatti impazzire dalle risate.

L’inglese molto incerto, il look, il tono di voce ed l’ampio gesticolare rendono quest’uomo assai buffo e divertente, agli occhi di uno Svedese. Renzi, in confronto, sembra che abbia studiato ad Oxford. Al minuto 2:20 c’è l’apoteosi, quando, con grande sicurezza, dichiara che questo incendio di 150 km² sarà per lui un compito facile, essendo il suo un team di professionisti. L’intervistatrice ammette, parlando più tardi con la conduttrice, di non essere sicura di aver capito le risposte dell’italiano (che in effetti spesso non sono coerenti alle domande). Ecco, devo dire però che anche lei fa abbastanza ridere, ponendo un’ultima domanda che trovo veramente stupida: “chi è più bravo a spegnere incendi: voi o i Francesi?”

Non conosco il nome di quel vigile del fuoco ma auguro a lui ed alla sua squadra buon lavoro e di far vedere agli Svedesi come si spegne un incendio!

CAROTA: dal latino “carota(m)”, dal greco “karotón”, forse da “kára” = “testa”.

PETTEGOLO: dal veneto “petégola”, da “peto”.

Scorribande lavorative, alti e bassi: 29a puntata 20 giugno 2014

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10 dicembre
A questo punto mi rimane solo da sistemare la faccenda con PE. È sicuro che si incazzeranno, per cui non mi illudo che il clima sia cordiale come al solito. Vado da Karl nel suo ufficio e gli dò la notizia. Lui rimane a bocca aperta e mi chiede perché. Io gli dico che a far la differenza è il tipo di mansioni che svolgerò presso la MICAB, il che è vero ma non determinante come gli ho lasciato intendere. Non gli dico la verità e cioè che lo ritengo una persona inaffidabile e poco seria. Lui mi chiede che cosa può fare per convincermi a rimanere ma io rimango irremovibile. Il nostro rapporto si conclude con noi due che usciamo dagli uffici della PE, con io che giro a sinistra e lui a destra.
Tempo 10 minuti e… Ricevo una telefonata da parte del fighetto di Östermalm, che in tempo zero è stato informato di tutto. Dal tono di voce si capisce bene quanto stia rosicando. Con ogni probabilità, la sua ditta, che s’era occupata di rintraccarmi e propormi alla PE, con la rottura del mio contratto perde la provvigione. Io trovo che tutto sommato non sia giusto. Sì, mi sta antipatico ma se ho deciso di lasciare la PE, non è certo colpa sua. La colpa è del suo cliente, che mi ha offerto un contratto non da favola e soprattutto ha cambiato le carte in tavole subito dopo che io ho firmato i loro fogli. I fighetti di Östermalm non hanno alcun potere sui contratti stipulati dai loro clienti con i dipendenti, credo. Gli dico che purtroppo le cose sono andate così ma che credo di aver fatto la scelta giusta. È un peccato che anche la seconda volta che abbiamo lavorato insieme, non siamo riusciti a raggiungere lo scopo. Al fighetto decido di rivelare un poco di più, sottolineando il fatto che PE ha accettato il rischio che io potessi trovare altro, facendomi firmare un contratto con inizio a gennaio 2014. Gli dico anche della motivazione datami da Karl (“ora non c’è lavoro”), che non mi ha fatto sentire al sicuro. Il fighetto dice che forse ho capito male e che lui intendeva dire che era occupato a fare altro e non poteva starmi dietro ma si capiva che si trattava di un tentativo di arrampicata sugli specchi.

Bene, questa storia finisce qui. Ognuno può trarre le conclusioni che vuole. Si potrà dire che la Svezia è un Paese meraviglioso, perché c’è tanto lavoro e un Italiano come me ha dovuto soltanto scegliere. Si potrà anche dire che invece è il contrario: in Svezia c’è crisi, la disoccupazione è in aumento e se ciò non fosse vero, allora non avrei avuto niente da raccontare. Si potrà dire che sono stato molto bravo oppure che ho avuto molta fortuna.
Io posso solo dire, invece, che mi sono trovato all’improvviso in una situazione di cacca, che alla fine si è tramutata in un successo. Mi è dispiaciuto e mi dispiace tutt’ora aver dovuto cambiare ambiente ma è anche vero che pian piano stavo cominciando ad annoiarmi alla SAB, a prescindere dalla carenza di lavoro.
Adesso lavoro da 5 mesi alla MICAB e ci passo davvero troppe ore (non perché ci sia tantissimo lavoro ma perché è organizzato male)… Ma questa è un’altra storia!

Scorribande lavorative, alti e bassi: 28a puntata 15 giugno 2014

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9 dicembre
Questo è il giorno finale, o quasi. Dopo un meditabondo weekend, fatto di pensieri, strategie e calcoli, decido finalmente di accettare la proposta della MICAB. Telefono a Heinz per dirgli che la sua ultima offerta era buona e mi ha fatto esitare ma che alla fine non è comunque sufficiente. Lui ci rimane un po’ male ma pazienza. Non è colpa sua, che ha fatto il possibile per convincermi a lavorare con lui. La colpa è dell’altro dipartimento (quello dove ho lavorato), dove hanno preso una decisione repentina e avventata, senza seguire il mio suggerimento. Quando poi si sono sveglaiti, era ormai troppo tardi.
Vado in ufficio alla MICAB, incontro Edda e firmo. A quel punto mi sento davvero sollevato. Sono state settimane molto intense e particolari: l’abbondante tempo libero, la paura di rimanere senza soldi, le tante nuove conoscenze, il mutarsi dell’autunno in inverno. In più, alcune faccende personali che non riguardano questo blog ma che hanno reso il periodo veramente memorabile. A questo punto, però, volevo davvero darmi una calmata: il non dovermi alzare per forza tutte le mattine feriali mi piace molto, così come la libertà di organizzare il mio tempo ma ero davvero stanco di cercare lavoro. Certo, a parlare così mi sembra di mancare di rispetto per tutti quei giovani Italiani che in questo momento stanno cercando lavoro da mesi o anni senza trovarlo, oppure sono costretti ad accettare soprusi ed inganni per poter sbarcare il lunario.
Comunque sia, questa storia è quasi finita. Manca solo un dettaglio…

Scorribande lavorative, alti e bassi: 27a puntata 13 giugno 2014

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6 dicembre
Terzo colloquio alla MICAB: questa volta si presenta proprio Edda in persona. Finalmente, si comincia a parlare di contratto e non è quello a ore che mi avevano proposto qualche giorno prima. Si tratta invece di un contratto a tempo indeterminato sin da subito, cosa piuttosto inusuale in Svezia. Edda dice che a lei non piace assumere la gente a tempo determinato ma in effetti mi chiedo se il fatto che già ci conosciamo giochi un ruolo in questa sua decisione. Lo stipendio è a metà fra quello di PE e quello offerto da SAB, che però e fortemente penalizzata dall’accordo sul mio licenziamento. Essendo venerdì, concordo con Edda che posso prendermi il weekend per pensarci su. A questo punto mi ritrovo con in mano tre lavori sicuri tra cui scegliere: 1) PE: 6 mesi, stipendio basso, capo inaffidabile e contratto già firmato; 2) SAB: paga alta che però richiede circa 4 anni prima d’aver compensato la penalità per la riassunzione; considerato che là non sono durato neanche tre anni, è un tempo molto lungo; di buono c’è che conosco l’ambiente e probabilmente non dovrei nemmeno traslocare il mio ufficio; 3) MICAB: paga media, lavoro interessante, capa conosciuta e di indiscussa competenza.

Scorribande lavorative, alti e bassi: 26a puntata 11 giugno 2014

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5 dicembre
Heinz vuol sapere se mi sono deciso, manifestando una certa inquietudine. Io gli dico però di pazientare.

Scorribande lavorative, alti e bassi: 25a puntata 8 giugno 2014

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2 dicembre
Il momento di chiudere la trattativa con SAB si avvicina. Anzi, ad un certo punto, essendo ormai sempre più indeciso su che strada prendere, chiedo a SAB di poter cortesemente aspettare un’altra settimana, dicendogli che effettivamente c’è una terza ditta interessata a me e vorrei sentire la loro proposta prima di prendere la decisione finale.

Scorribande lavorative, alti e bassi: 24a puntata 5 giugno 2014

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29 novembre
Faccio il secondo colloquio con la MICAB. Purtroppo anche lì le cose si mettono male: mi propongono un ingaggio a ore (ossia “vieni quando ho bisogno e ti pago per quello”). Gli dico chiaramente che non accetterò un ingaggio del genere ma siamo rimaniamo comunque con un altro “ti faremo sapere”. Vengo a sapere intanto che Edda, mia ex-collega alla SAB, non solo ora lavora alla MICAB ma è proprio il capo del reparto dove andrei a lavorare io.

Scorribande lavorative, alti e bassi: 23a puntata 3 giugno 2014

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26 novembre
Mentre sono all’IKEA con un’amica (Isil, la mia ex-coinquilina), ricevo l’ennesima telefonata. A chiamarmi è un dirigente della MICAB dalla Scania, balbuziente. È difficile pensare a qualcosa di meno comprensibile di uno scanese balbuziente che parla al telefono mentre si è in un locale rumoroso. Riesco a capire praticamente solo l’elemento fondamentale del suo monologo, ossia la data per un nuovo colloquio (a Stoccolma, ovviamente)…

Scorribande lavorative, alti e bassi: 22a puntata 2 giugno 2014

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25 novembre
SAB risponde con una controproposta che, pur buona di per sé, non mi convince a rompere il contratto con PE e pertanto rifiuto. Heinz comunque mi chiede se penso che ci possa essere ancora spazio per un’eventuale aggiustamento dell’offerta e io gli dico di sì.

Scorribande lavorative, alti e bassi: 21a puntata 2 giugno 2014

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21 novembre
Questo è il giorno del primo colloquio presso la MICAB. Di lei non so molto, a parte il fatto d’avere un rapporto controverso con SAB, che si occupa anche di automazione e che ci si è trasferita da pochi giorni una mia collega (Edda, con la quale in realtà non ho mai avuto molto a che fare, lavorando in due reparti diversi). Come consuetudine, il primo contatto tra il potenziale nuovo dipendente ed il datore di lavoro è più che altro un colloquio conoscitivo: il primo racconta chi è e cosa ha fatto, il secondo dice chi è e cosa fa.
Intanto, mi dò da fare per trattare la mia riassunzione alla SAB, facendo una proposta tale da non farmi perdere troppi soldi (leggasi “sparando molto alto”).

Scorribande lavorative, alti e bassi: 20a puntata 31 maggio 2014

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14 novembre
La quarta e ultima serata a Göteborg è stata decisamente la più bella. La ditta ha offerto a tutti e tre di andare a vedere una partita di hockey su ghiaccio, quella fra i locali Frölunda e il Växjö. Per me è stata la prima volta che vedevo una partita di hockey dal vivo e devo dire che è stato bello. È un po’ un’americanata, nel senso che di contorno alla partita c’è tanto spettacolo: i giocatori entrano in campo uscendo da una testa di indiano (mascotte del Frölunda) che sputa fiamme, ci sono musica dance ad alto volume, lotterie e scene varie visualizzate sui megaschermi posti al centro dello stadio. L’organizzazione è perfetta Sempre dentro lo stadio ma fuori dagli spalti ci sono tanti fast-food o negozi di merchandising. L’unica pecca è che tutto questo spettacolo è piuttosto caro. Non ricordo bene ma credo che il biglietto costi circa una quarantina di euro.
Finita l’esperienza a Göteborg, abbiamo stabilito che poi mi sarei sentito con il capo del reparto a Stoccolma per eventualmente contrattare una nuova assunzione. Nel frattempo, però, ricevo una risposta positiva riguardo ad un’altra candidatura (presso la MICAB). È forse in quel momento che realizzo quanto le cose siano cambiate per me, durante questi primi anni in Svezia. Quando arrivai, benché avessi già un minimo di conoscenza della lingua e tre anni di esperienza lavorativa internazionale, quasi nessuno rispose alle mie candidature e i colloqui che feci furono pochissimi. Ci volle un anno, prima di firmare un contratto. Dopo aver accumulato tre anni di esperienza in più in Svezia e aver imparato la lingua ad un livello sufficiente, le ditte non solo hanno iniziato a rispondere: addirittura mi fanno fare i colloqui e in alcuni casi cercano persino di assumermi! Qui ho raccontato degli eventi principali ma in realtà ho avuto contatti e incontri anche con altre società, il tutto nel giro di pochissime settimane.